Berlusconi rilancia il presidenzialismo. "Il governo è forte, può fare le riforme"

Il ballottaggio per il sindaco di Roma, il presidenzialismo, Beppe Grillo e l’Europa. Intervistato dal Tg di T9, Silvio Berlusconi torna a sostenere la candidatura a prima cittadino della capitale di Gianni Alemanno soffermandosi anche sull’attuale situazione politica interna ed estera del Paese.  "Il voto su Roma è importante in un momento come questo – ha esordito Berlusconi - in cui siamo riusciti ad arrivare a questa svolta epocale in cui siamo riusciti a mettere insieme il centrodestra e il centrosinistra ponendo fine a una lunga guerra fredda, ad una guerra civile". Leggi l'anticipazione del libro di Giovanni Orsina "Il berlusconismo nella storia d'Italia" - Confindustria: "Distrutto oltre il 15 per cento del potenziale manifatturiero"
8 AGO 20
Immagine di Berlusconi rilancia il presidenzialismo. "Il governo è forte, può fare le riforme"
Il ballottaggio per il sindaco di Roma, il presidenzialismo, Beppe Grillo e l’Europa. Intervistato dal Tg di T9, Silvio Berlusconi torna a sostenere la candidatura a prima cittadino della capitale di Gianni Alemanno soffermandosi anche sull’attuale situazione politica interna ed estera del Paese. "Il voto su Roma è importante in un momento come questo – ha esordito Berlusconi - in cui siamo riusciti ad arrivare a questa svolta epocale in cui siamo riusciti a mettere insieme il centrodestra e il centrosinistra ponendo fine a una lunga guerra fredda, ad una guerra civile. Abbiano un governo forte che può fare quelle riforme e che una sola parte non poteva fare. Un governo forte anche nei confronti con l'Europa". Europa da cui, prosegue l’ex premier nel suo intervento - “non possiamo più accettare certi diktat. Siamo noi che dobbiamo decidere ciò che è necessario fare per rimettere in piedi la nostra economia”.
“Domenica e lunedì – conclude quindi Berlusconi - siete chiamati a una scelta decisiva: non affidatevi a un sindaco che non è di Roma, che non sa nulla della città, che non ne conosce la vita e i problemi”. “Gianni Alemanno invece ha lavorato bene per cinque anni. Mi raccomando andate a votare e scegliete l'esperienza, la competenza e la serietà di Alemanno”. Chiamato a rispondere in merito al dibattito sul presidenzialismo che in questi giorni è al centro dell’agenda politica del Paese, Berlusconi ha detto che "è importante che ci siano le due parti che sostengono il governo e che possano varare la riforma della Costituzione che possa portare il nostro Paese alle elezioni diretta del Capo dello Stato e, poi, a un primo ministro che abbia gli stessi poteri dei suoi colleghi delle altre democrazie occidentali".
Non è mancata infine una stoccata a Beppe Grillo, uno che “di stupidaggini ne dice molte. Qualche volta dice anche delle cose di comune buon senso, peccato che poi le mischia con espressioni di una volgarità e di una violenza inaccettabile". Per Berlusconi "il movimento di Grillo si è ridotto molto e credo che sia destinato a ridursi sempre di più perché con l'avvento dei candidati di Grillo in Parlamento tutti hanno potuto vedere che questi signori sono di un'insipienza totale, sono dei semplici burattini telecomandati attraverso Internet da Grillo e dai suoi atteggiamenti che - avverte - non sono certamente quelli di una persona di buon senso".
Intervenuto a Brescia in sostegno del candidato sindaco del centrosinistra Del Bono, Matteo Renzi ha detto che l’Italia “entro dieci anni potrà tornare a essere la locomotiva d’Europa” a patto che faccia “le cose che servono: una riduzione della burocrazia, una semplificazione del sistema fiscale – e noi a sinistra dobbiamo dire che il sistema di tassazione è inaccettabile – e una semplificazione della giustizia”.

Per Renzi è arrivato “il momento delle decisioni da prendere, di fare le cose” perché “la politica è fatta di ideali e di concretezza e non solo di chiacchiericcio quotidiano”. "I cittadini - ha aggiunto Renzi- chiedono solo che quando votano chi viene eletto possa fare quello per cui è stato votato. Chiedono governabilità. Per questo bisogna restituire dignità alla politica senza atteggiamenti arroganti pensando di aver la verità in tasca, senza la presunzione che c'è a sinistra da parte di chi pensa che i voti degli altri, a destra non valgano”. “Quando dicevo che bisognava prendere i voti dalle altre parti – ha ricordato Renzi -, dai delusi, mi criticavano. Adesso -ha concluso- ci tocca prendere i voti di Brunetta in Parlamento".

Arriva poi l’esortazione da parte del sindaco di Firenze, “l’impegno”, “di andare a cercare quelli che hanno votato Grillo”. “Grillo ha preso un voto su quattro – sottolinea Renzi – invece di fare silenzio guardatevi in famiglia e troverete qualcuno che lo dice. Bisogna chiedere a chi ha votato Beppe Grillo se è contento del voto che ha dato” perché – ha poi aggiunto - "va bene dare il voto di protesta, poi, però, succede che hai la possibilità di cambiare e rinunci perchè stai sull'Aventino, perchè insegui la ricevuta e lo scontrino per la diaria e non ti rendi conto che ci sarebbero da fare cose vere per risparmiare".

Non è mancato un commento da parte di Renzi sul dibattito sul presidenzialismo al centro dell’agenda politica di questi giorni. “Da Roma – ha detto il sindaco – arrivano discussioni alte e importanti ma spesso lontane dalla vita di tutti i giorni: il problema adesso sembra essere il presidenzialismo, il semi-presidenzialismo, l’elezione diretta del premier”. Oggi per Renzi “l’unica cosa di cui ci sarebbe bisogno è quella di dar certezza con un sistema elettorale come quello dei sindaci. Oggi l’unica cosa che conta è quella di veder realizzati dei progetti”.